Economia

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L'Italia è il secondo partner commerciale per l'Austria

L’Italia è tuttora il secondo partner commerciale per l’Austria, dopo la Germania, sia in termini di esportazioni che di importazioni. Le relazioni economiche sono particolarmente intense con 5 delle 20 regioni italiane e, precisamente, con quelle dell’area settentrionale: Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Inoltre, è nella stessa zona che si concentra la maggior parte delle circa 300 filiali italiane di aziende austriache.

Affievolimento del dinamismo nel commercio estero

Il persistente periodo di recessione economica e la difficile situazione del debito pubblico italiano, hanno determinato un affievolimento del dinamismo nella reciproca circolazione di merci nel corso del 2013. Le esportazioni austriache verso l’Italia sono scese del 3,2% arrivando a 8,18 miliardi; anche le importazioni dell’Austria dall’Italia sono scese del 4,1%, raggiungendo un volume di 7,87 miliardi di euro.

Saldo della bilancia commerciale

Nell’ottica del lungo termine, tuttavia, lo sviluppo dei nostri rapporti commerciali con l’Italia resta indiscutibilmente positivo. Durante il periodo successivo al 1995, in cui la crescita economica italiana non ha superato mediamente l’1% annuo, dal momento dell’ingresso nella UE, le esportazioni austriache verso l’Italia sono triplicate, mentre l’import è più che raddoppiato. L’aumento delle esportazioni austriache, soprattutto se paragonato allo sviluppo delle importazioni, riconducibile principalmente alla debole domanda interna dovuta al periodo di recessione, ha portato a una diminuzione del saldo attivo della nostra bilancia commerciale, che, nel 2013 si è attestata sulla cifra di 304,6 milioni di Euro.

Principali settori dell’export

Tra le principali esportazioni austriache rientrano le forniture di macchinari, impianti e veicoli. Nonostante la crisi in Italia, questo settore ha registrato una leggera crescita (+1,6%, 1,6 miliardi di Euro); particolarmente positiva la situazione del gruppo dei veicoli da strada, con una crescita pari a +9,1%. Sia le esportazioni di generi alimentari (bevande escluse) con +2,4% sia quelle di prodotti chimici (+8,7%) hanno raggiunto un volume pari a 1,1 miliardi di Euro, registrando entrambe una crescita in confronto all’anno precedente. L’Italia è tradizionalmente uno dei principali importatori dall’Austria di legname e prodotti derivati: tuttavia, a causa del recesso nel settore dell’edilizia, le forniture di questo materiale sono calate, raggiungendo un volume di esportazioni pari a Euro 1,0 miliardi di Euro. Le esportazioni austriache di ferro e acciaio hanno al contrario registrato un risultato positivo: con + 4,8% hanno raggiunto 741,6 milioni di Euro.

Aumento dell’import-export di servizi

Una sempre maggiore importanza viene attribuita allo scambio di forniture di servizi fra Austria e Italia. Nel 2012 le esportazioni del settore dei servizi di imprese austriache in Italia hanno raggiunto un volume di 2,4 miliardi di euro. Al contrario, sono stati importati servizi di imprese italiane per un totale di 2,0 miliardi di euro. In entrambi i sensi, le principali componenti dello scambio di servizi fra i due paesi sono il trasporto merci e il traffico per turismo.

Turismo

La difficile situazione economica e l’alto tasso di disoccupazione hanno indubbiamente influito sulle abitudini dei viaggiatori italiani. Anche nel gruppo solitamente fedele alla meta “Austria” e più resistente alla crisi si è avvertito un calo: nel corso del 2013 sono stati registrati solo 1.000.000 di pernottamenti che rappresentano una diminuzione calo del 3,5%. Lo stesso vale per i pernottamenti, che sono scesi del 4,8%, arrivando a 2,8 milioni. Infine, per quanto concerne la frequenza di viaggio della popolazione austriaca, l’Italia, nel 2012, ha conservato la sua posizione di vertice quale meta preferita, posizionandosi davanti a Germania, Croazia e Spagna.

Importazioni dall’Italia

Anche nel 2013 le importazioni dall’Italia sono state guidate dai settori macchinari, impianti e veicoli, che con 2,3 miliardi di euro (-2,7%) hanno raggiunto quasi un terzo del totale. Il più importante settore di importazioni, generi alimentari, è rimasto pressoché invariato (908 milioni di Euro, +3,2%, ). Le importazioni di prodotti chimici sono rimaste le stesse (820,3 milioni di Euro, +0,8%), laddove il calo maggiore, nel 2013, è stato registrato nelle forniture di ferro e acciaio (-16,1%, volume raggiunto di 497,2 milioni di Euro). Per quanto riguarda i classici prodotti “Made in Italy”, come, ad esempio, moda, calzature e arredamento, si è registrato un piccolo incremento dell’1,8%.