Lo Stato e la politica
Negli ultimi decenni gli osservatori austriaci e stranieri hanno ripetutamente attestato le particolarità del sistema politico dell’Austria. Da una parte la posizione insolita dei due grandi partiti predominanti, e dall’altra la concertazione sociale, in forma particolarmente accentuata rispetto ad altre nazioni, come fattore politico e sociale, hanno a lungo caratterizzato l’evoluzione della repubblica. Una conseguenza fondamentale di ciò rappresenta la notevole stabilità politica e governabilità del Paese. L’affluenza alle urne non era soltanto eccezionale, ma senz’altro costante nel tempo. I compromessi, gli accordi e il consenso delle élite pur nel perdurare delle differenze fra gli interessi erano connotati determinanti della pratica politica, che prendeva così nettamente le distanze dalla conflittualità della Prima repubblica. Lo status di neutralità formava il quadro della posizione internazionale dell’Austria e delle sue attività. Tutto ciò non escludeva l’integrazione nel mondo degli Stati delle democrazie occidentali.
Dagli anni Ottanta in poi anche l’Austria è interessata da mutamenti politici. La mobilità degli elettori ha fortemente contribuito alla trasformazione del paesaggio dei partiti. La concorrenza fra i partiti si è inasprita. I compromessi fra le parti sociali sono meno frequenti ed hanno un’influenza minore. I mass media sono divenuti un fattore politico decisivo. L’apertura dell’Austria ha acquisito ancora maggior dinamismo con l’ingresso nell’Unione europea.
Rispetto ai primi del Novecento ma anche alla Seconda Repubblica, il volto del sistema politico austriaco è notevolmente cambiato, su questo scorcio di secolo.
