Dalla preistoria alla "marca di frontiera"
I primi insediamenti nel bacino danubiano risalgono al paleolitico, fra l’80.000 ed il 10.000 a.C. La ”Danzatrice” rinvenuta nei dintorni di Krems e la ”Venere di Willendorf” sono le prime testimonianze significative di antiche culture. Nel 1991 su un ghiacciaio nelle Alpi di Ötztal è stato effettuato il sensazionale ritrovamento di un uomo mummificato risalente all’età della pietra. Durante l’antica civiltà del ferro (800-400 a.C.) l’Austria fu popolata dai Celti, che già praticavano in tutta l’Europa il commercio di sale e metalli.
All’epoca della nascita di Cristo l’impero romano conquistò gran parte dell’Austria attuale. Come marche di confine nacquero le province di Rezia, Norico e Pannonia. I romani fondarono vari insediamenti, fra cui Carnuntum in Pannonia, ad est di Vienna, che fu la più grande città romana su suolo austriaco. Nel II secolo d.C. cominciò a diffondersi il Cristianesimo.
Le migrazioni dei popoli segnarono il declino della potenza romana. Con la fine dell’impero romano scomparvero dal territorio anche lo stile di vita e la cultura latina. A partire dal VI sec. ricominciò una continua colonizzazione ad opera dei Baiuvari, che si scontrarono con gli Slavi e gli Avari che avanzavano da est. L’organizzazione ecclesiastica del Paese risale al IV secolo.
Il re dei Franchi Carlo Magno (747-814) fondò sull’attuale suolo austriaco la ”marca orientale carolingia” tra i fiumi Enns, Raab e Drava, che si dissolse però nel 907 si dissolse dopo la sconfitta contro i magiari. Fu soltanto nel 955 che Ottone il Grande riuscì a sconfiggere i Magiari e a riconquistare il territorio. Nel 976 Leopoldo di Babenberg, rampollo di un casato dell’alta aristocrazia bavarese, fu infeudato dei territori compresi fra i fiumi Enns e Traisen.
